Memorie di una Pandemia

Memorie di una Pandemia #5

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Memorie di una Pandemia #5

Covid-19
ossia
Come Ostentare Vite Interessanti Daddentro 

Io sono una stronza, ed è abbastanza risaputo, ma tutti questi addetti dei supermercati che vengono a rompere come fossero le nuove vittime sacrificali del Covid19 mi hanno rotto le palle. Non tutti sia chiaro… Ma parecchi stanno diventando davvero insopportabili.

Sapete, non ho sentito infermieri piagnucolare. Autisti degli autobus e metro, farmacisti, oppure… Che so, tutti quei disgraziati che non hanno un contratto e sono costretti ad andare a lavorare perché sono in nero e quindi non tutelati.
Quelli che non dormono la notte perché erano a scadenza contratto, quelli che sono a Partita Iva che devono andare perché hanno un’attività che non si può fermare perché una cosa è certa: nessuno lì aiuterà men che meno lo Stato.

Oppure quelli che sono stati “presi” a Partita Iva che ovviamente non hanno tutele. Finti non-dipendenti che non sono tutelati, che devono andare per forza per quei 1000€ al mese che devono portare a casa… Perché non hanno ferie o altro da usare, e inoltre i loro datori di lavoro sono delle merde.
Non possono dire “Non vengo, l’ha detto Conte” perché sanno che al ritorno non ci sarà un posto per loro.
Poi chi c’è… I benzinai. Poi? Postini… Fornai…Autotrasportatori…
Non metto in dubbio che sia difficile, brutto e stressante ma lo è per tutti. I clienti rompono il cazzo sempre, a prescindere, è il vostro lavoro e lo sapete benissimo. C’è poco da fare o sbraitare.
Con le entrate dei clienti ridotte e scaglionate, i vostri pannelli di plexiglass, mascherine, guanti… Fate strisciare oggetti sul nastro. Stop.
È meno pericoloso di farsi il viaggio per ANDARE al lavoro con la metro di Roma.

Vi ringrazio per il vostro lavoro, ma ora cerchiamo di ridimensionare okay?

… E comunque mi dite come avete fatto a far sparire tutto i lievito in circolazione da tutti i supermercati? Voglio fare la pizza!
Dannati!

#aveteunporottoilcazzo 

 

Memorie di una Pandemia #4

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Memorie di una Pandemia #4

Covid-19
ossia
Come Ostentare Vite Interessanti Daddentro 

Il problema principale della quarantena sono le persone.
Potrebbe essere lecito chiedersi come sia possibile che il problema principale, per chi è costretto a stare chiuso in casa, siano le persone ma credetemi, è così, Per lo meno per me.
Dopo un’attenta e nevrastenica riflessone, fatta mentre contavo le mattonelle del bagno, mi son resa conto che il problema assoluto erano e restano gli esseri umani.

Sono stati gli umani a non voler chiudere le frontiere, o quantomeno a imporre la quarantena a chi tornava dalla Cina. Che poi, ancora oggi mi chiedo come abbiamo potuto associare al quarantena al razzismo. La gente smise di andare a compare nei negozi cinesi, ma la sera andavano comunque a ingozzarsi al All You Can Eat. #Coerenza
Sono stati gli umani a non stare calmi quando sono apparsi i primi casi. Perché stare a casa se uno sta male? Ma andiamocene a fare una maratona a Rimini!
Sono stati gli umani a scappare dalla zona rossa, andando ad infettare genitori e parenti. Scappati dalla zona rossa, senza essere certi di non veicolare il virus, come se gli avessero detto che da lì a breve sarebbe finiti nei campi di concentramento invece che davanti al divano a guardare le puntate di Gray’s Anatomy.
Sono stati sempre gli umani a non rispettare delle semplici, e neanche troppo limitanti, raccomandazioni richieste con lo scopo di non rendere gioco facile al Covid-19. Niente aperitivi o cene fuori, limitare gli spostamenti non necessari e starsene a casa (ricordiamo che eravamo ancora a Febbraio, non nel mese di Agosto).

Non c’è stato niente da fare, fra un post satirico e un altro fatto a hoc per minimizzare, barricandosi dietro un’orgoglioso “Il virus ammazza solo i vecchi e non fermerà i nostri aperitivi!“, siamo arrivati al capolinea. Abbiamo mandato al collasso il SNN e abbiamo buttato benzina sul fuoco.

Abbiamo fatto una figura di merda a livello internazionale, come una branco di mocciosi che batte i piedi e sfugge dalle mani di un padre troppo permissivo e incapace di gestire la ribellione adolescenziale del proprio figlio. Abbiamo offeso chi, invece, continuava a suggerire di non sottovalutare la situazione.

Abbiamo aiutato il Covid-19 a diffondersi nelle nostre stesse case, ad uccidere i nostri stessi nonni. Quei nonni che ci hanno amati e cresciuti.
Quando è stato il momento di fermarci un attimo e rendergli il favore, rendergli un piccolo sacrificio che avrebbe significato cosa, una serata in meno per noi ma la vita per loro, non ci siamo riusciti.

Abbiamo ucciso. Con i comportamenti irresponsabili, infantili, indecisi e idioti di tutti noi abbiamo steso un tappeto rosso ad un virus che sta togliendo delle vite, le vite di persone a noi care. Parenti, conoscenti, nonni, genitori, zii… E seppur vero che di fronte a tanta inettitudine lo Stato avrebbe dovuto intervenire con il pugno di ferro, è altrettanto vero che la vergogna di questi comportamenti non verrà lavato via.

La vergogna non potrà essere lavata con un Inno d’Italia dal balcone. Mai.
Non c’è Inno che tenga, non c’è alcun Stringiamoci a coorte, Siam pronti alla morte, L’Italia chiamò!
L’Italia ha chiamato, i nostri compatrioti hanno chiamato e chiesto collaborazione e nessuno di noi ha saputo ascoltare. Ci era stato chiesto tanto, tanto poco… Eppure non era un problema nostro.

E adesso dobbiamo vedere  e sentire cori, l’Inno Nazionale alla radio, applausi… Cosa dobbiamo sentire?
Ci sentiamo soli nelle nostre case adesso?
Abbiamo paura di perdere persone a noi care adesso?

Adesso, che i morti sono quasi 4000, che facciamo? Volete davvero cantare?
Io no.

#noncantoneancheperilcazzo #ilproblemasonolepersone

Memorie di una Pandemia #3

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Memorie di una Pandemia #3

Covid-19
ossia
Come Ostentare Vite Interessanti Daddentro 

Quando passi tutta la settimana in mezzo alla strada – circa 11/12 ore al giorno -, francamente qualche giorno di quarantena quasi la sogni.
Senza morte, disperazione e follia collettiva annessa e connessa ovviamente.

Quando il nostro caro Presidente del Consiglio dei Ministri ci ha detto “Tutti a casa!“, non dico di aver gioito perché non sono ancora completamente deficiente, ma una parte piccola-piccolissima ha pensato “Oh, toh, mi riposo un paio di settimane“.

Va da sé che ho iniziato a lambiccarmi il cervello sull’impatto economia della situazione, senza contare quanto questa decisione abbia finalmente dimostrato senza filtri la gravità della situazione, ma una mini-Me alta 15 cm ha iniziato subito a correre a destra e sinistra urlando come una pazza Serie TV! Libri! Film! Telefilm! È tardi…Stiliamo una lista! Recupererò tutti gli arretrati degli ultimi cinque anni!

Ovviamente preferirei ingoiare la lingua piuttosto che ammetterlo. Ovviamente.

Bon, ovviamente l’euforia è durata il tempo di una scoreggia d’asino e io, dopo neanche 5 giorni di quarantena sono già vicino all’esaurimento.

Non. Ho. Letto. Neanche. Una. Riga.
Zero. Nisba.

Però ho pulito il salotto, la libreria, spazzato, lavato, fatto cinque (|) lavatrici e cambiato le lampadine dell’appartamento mettendo quelle a risparmio.
Ho spolverato sopra i mobili del salotto.
Ho passato l’anticalcare nel mobile dello scolapiatti.

Ho potato le piante. Due volte.
Una ucciso due delle mie piantine.

Spazzolato i gatti, tagliato loro le unghie e fatto il bagno ad entrambi.
Ora i miei gatti mi odiano, ma profumano.

Io DEVO uscire da questa quarantena, oppure ci lascio le penne.

#restateacasa #iorestoacasaBestemmiando

 

Memorie di una Pandemia #2

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Memorie di una Pandemia #2

Covid-19
ossia
Come Ostentare Vite Interessanti Daddentro 

Vi ho già detto che siamo murati in casa?
Sono quasi certamente convinta di avervi accennato che i miei piani per il 2020, tutti i miei piani per questi infausto e bastardo anno siano andati a farsi – letteralmente – fottere a causa di una pandemia mondiale. Pandemia che ovviamente nessuno credeva sarebbe scoppiata, perché ovviamente si trattava poco più di una mera influenza. Influenza che, vorrei aggiungere a beneficio dei meno attenti, non avrebbe costituito un problema per nessuno perché in fondo spediva in una cassa di sigari (NdR: ti cremano se salti il fosso per via del Covid-19) unicamente vecchi e malati.

Ci siamo visti riempire la testa – e i coglioni – per settimane con questa storia.

È morto/a dopo essere stato infettato/a dal virus Covid-19 ma aveva X anni [inserire numero a scelta, purché >60 anni] e aveva malattie pregresse.

Oh. Bene. Questo sì che mi rasserena enormemente! Ma tanto, tanto, tanto! È morto ma tanto era vecchio e malato e quindi stigrancazzi!

*givemefive che pagamo meno pensioni Bro!*

In poche parole dopo il primo caso apparso in Italia è iniziato uno spiacevole e bimbominkiesco gioco nel quale si dava la caccia al Paziente 0, ci si accusava l’un con l’altro di essere razzisti perché qualcuno proponeva di mettere TUTTI i viaggiatori in quarantena, si contavano le patologie pregresse dei morti di Codogno.

E dove cazzarola sarebbe Codogno? Chi la conosce Codogno? Codogno è in Italia. Ahhh… quella Codogno! No, non è vero, non la conosco. (altro…)

Memorie di una Pandemia #1

di

Memorie di una Pandemia #1

Covid-19
ossia
Come Ostentare Vite Interessanti Daddentro 

Ero arrivata stupidamente arrivata a reputarmi “saputa“.
Convinta di aver provato tutto il provabile e di non avere altre esperienze sostanziali da provare, a parte ovviamente le droghe pensati, il paracadutiamo e al maternità.
Ero assolutamente certa che questo 2020 sarebbe stato l’anno della svolta in cui gli impegni e i progetti  – falliti, rimandati o realizzati – degli anni scorsi avrebbero dato i loro frutti. Una degna conclusione dopo un decennio demmerda (e mi scusino i più sensibili e i non-amanti del linguaggio scurrile…).

Gennaio lo avevo iniziato carica, agguerrita e pronta a mettere in atto i miei piani diabolici. Sapevo perfettamente che non sarebbe stato facile ma dopo tutto, cosa poteva fermarmi? Niente.
Nessuno poteva arrogarsi il diritto di dirmi cosa fare o non fare, chi potevo o non potevo essere. Avere una famiglia, nel mondo di oggi, è una forma di egoismo? Certo.
E quando mai ho affermato o scritto di non essere un perfetto esempio di homo sapiens egoistis?

Insomma, per farla breve, dopo un gennaio catastrofico fatto di febbre a 40 insensibile a tachipirina e antibiotici vari, una macchina rotta, due mesi senza connessione internet, vari ed eventuali piccoli drammi quotidiani ho iniziato a riprendere un po’ fiducia nel futuro e a rimboccarmi le maniche per iniziare ad attuare concretamente i miei progetti solamente nel mese di marzo. mese in cui è scoppiata una pandemia mondiale.

Ovviamente.

Una. Pandemia. Mondiale.

Ricordate quando vi ho detto che nella vita era convinta di aver provato quasipraticamente tutto? Ecco, oltre le droghe pesanti, il paracadutismo e la maternità avevo dimenticato anche una stracazzo di pandemia, con ovviamente quarantena annessa e connessa. Carino, vero, quando la Vita ti ricorda chi comanda?

#vaffanculo