Memorie di una Pandemia #1

Covid-19
ossia
Come Ostentare Vite Interessanti Daddentro 

Ero arrivata stupidamente arrivata a reputarmi “saputa“.
Convinta di aver provato tutto il provabile e di non avere altre esperienze sostanziali da provare, a parte ovviamente le droghe pensati, il paracadutiamo e al maternità.
Ero assolutamente certa che questo 2020 sarebbe stato l’anno della svolta in cui gli impegni e i progetti  – falliti, rimandati o realizzati – degli anni scorsi avrebbero dato i loro frutti. Una degna conclusione dopo un decennio demmerda (e mi scusino i più sensibili e i non-amanti del linguaggio scurrile…).

Gennaio lo avevo iniziato carica, agguerrita e pronta a mettere in atto i miei piani diabolici. Sapevo perfettamente che non sarebbe stato facile ma dopo tutto, cosa poteva fermarmi? Niente.
Nessuno poteva arrogarsi il diritto di dirmi cosa fare o non fare, chi potevo o non potevo essere. Avere una famiglia, nel mondo di oggi, è una forma di egoismo? Certo.
E quando mai ho affermato o scritto di non essere un perfetto esempio di homo sapiens egoistis?

Insomma, per farla breve, dopo un gennaio catastrofico fatto di febbre a 40 insensibile a tachipirina e antibiotici vari, una macchina rotta, due mesi senza connessione internet, vari ed eventuali piccoli drammi quotidiani ho iniziato a riprendere un po’ fiducia nel futuro e a rimboccarmi le maniche per iniziare ad attuare concretamente i miei progetti solamente nel mese di marzo. mese in cui è scoppiata una pandemia mondiale.

Ovviamente.

Una. Pandemia. Mondiale.

Ricordate quando vi ho detto che nella vita era convinta di aver provato quasipraticamente tutto? Ecco, oltre le droghe pesanti, il paracadutismo e la maternità avevo dimenticato anche una stracazzo di pandemia, con ovviamente quarantena annessa e connessa. Carino, vero, quando la Vita ti ricorda chi comanda?

#vaffanculo

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