Sei venuta da me (Debora M.)
 
 
Mi sono svegliata nel tepore del tuo abbraccio,
fremo al tuo respiro lieve sulla mia nuca.
Mi sei venuta a cercare,
nel silenzio di questa notte fredda,
e dolcemente mi culli.
E non piangere, mi dici, in un sussurro.
Mi occuperò io di te, adesso, figlia.
Tremo.
Chiudo gli occhi e percepisco il tocco vellutato e fresco.
Sei fresca, Morte, sei diversa, sei calda.
Ma sei morte e piango,
mentre le tue braccia mi stringono con la tenerezza di un’amante.
Oh, Morte.
Mi sei venuta a cercare tu,
ma non piango, non piangerò.
Ma cosa vuoi da me, Morte?
Perché mi lusinghi prima della fine?
Perché asciughi le mie lacrime, consolando la mia anima?
Eppure, mi sei venuta a cercare tu,
ma la tua stretta è calda, la tua voce è miele
e il tuo tocco mi sfiora, piano.
Mi consoli, Morte, e non comprendo.
Ti fisso e mi perdo nel tuo sguardo,
mentre dolce e amara mi fissi.
Ora non tremo più.
Oh, Morte.
Mi sei venuta a cercare tu,
con la cura di una madre.
Non dubitare, mi dici, stringendomi.
Mi prenderò cura di te, figlia,
non temere, ora sei con me, riposa.
Non crederei ad una parola di te,
eppure lo faccio.
Riposo.
 
23/02/2010
Raccolta  –  “Un’anima perduta”